L’ECOTUR DI PESCASSEROLI, DA TRENT’ANNI PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE DEL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO


PESCASSEROLI – L’Ecorifugio la Cicerana, l’unico rifugio alpino del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise che domina l’omonima valle a Pescasseroli (L’Aquila), si tiene pronto per quando sarà di nuovo consentito ospitare gruppi di turisti e viandanti e, nel frattempo, supporta associazioni simili presenti in altre regioni con minori restrizioni. Lo spirito altruistico degli amanti della montagna passa anche per la solidarietà professionale ai tempi del Covid.

L’ecorifugio è nato cinque anni fa dalla spinta dell’associazione Ecotur, supportata dal Comune di Lecce nei Marsi (L’Aquila), grazie al quale è stato possibile ristrutturare una villa superstite di un’opera di lottizzazione risalente agli anni sessanta. All’epoca erano trentadue i villini costruiti in un’area remota all’interno del Parco, a seguito di una sentenza del Tar nel 1992 ne sono stati abbattuti trenta poiché sorgevano in un luogo delicato e abitato da animali selvatici.

La struttura può ospitare fino a trentacinque persone nella sala ristorante e ve ne possono pernottare quattordici distribuite in due camere. La prerogativa di svolgere un lavoro ecocompatibile non è sola dell’ecorifugio, che al suo interno ha uno sguardo attento all’uso di materiali riciclati, ma di ogni iniziativa firmata Ecotur.

Il suo percorso comincia dal lontano 1989 e nasce dall’associazione di guide alpine e ambientali per sviluppare un turismo legato specificatamente alla natura del territorio del Parco.

Ad oggi fanno capo all’Ecotur i soci Cesidio Pandolfi, Nicoletta Gentile e Paolo Iannicca, oltre ad una serie di collaboratori esterni.

Negli anni il ventaglio di attività si è ampliato, essendo diventato anche tour operator. Con l’Ecotur si può scegliere tra passeggiate per la famiglia, escursioni, trekking, osservare la fauna selvatica (come il bear watching), appassionarsi alla fotografia e alle riprese naturalistiche e partecipare a campagne di sensibilizzazione ambientale.

Con gli istituti scolastici si è instaurata una forte collaborazione, offrendo loro dei pacchetti turistici integrati. In alcune occasioni i soci di Ecotur hanno varcato i confini abruzzesi per andare a visitare altre aree protette come il delta del Po, il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, le Cinque Terre e persino la Camargue, in Francia.

Ecotur affianca inoltre la Compagnia dei Cammini, associazione nazionale di viaggi nell’area mediterranea. Sono state organizzate camminate lente in Abruzzo e in Puglia, dove è stata riattivata la via del tratturo tra Pescasseroli e Candela.

Sempre a Pescasseroli si trova la Bottega di Gaia, uno shop di prodotti tipici e naturali, sia alimentari che cosmetici, gestita da Nicoletta Gentile.

Lo stato attuale purtroppo incide in maniera significativa anche su tutte le attività dell’Ecotur: “Abbiamo avuto un tracollo con il Covid, questa estate abbiamo recuperato qualcosa ma non è sufficiente a tenere in piedi le strutture”, rileva a Virtù Quotidiane Cesidio Pandolfi. “Viviamo una grossa difficoltà perché tutte le nostre attività sono legate al turismo, quindi agli spostamenti tra regioni. Di fatto, ad oggi l’ecorifugio è aperto con il servizio d’asporto ma il nostro obiettivo chiaramente è quello di ripartire a tutti gli effetti”.

“Questa estate abbiamo suddiviso il lavoro in turni per lo stesso quantitativo di ospiti, abbiamo perso gli stranieri che sono grandi appassionati della natura, compensando con la presenza di molti italiani provenienti soprattutto dal nord. L’Abruzzo è tra le regioni più penalizzate, diversamente da quanto avviene nel Lazio, dove associazioni come la nostra lavorano moltissimo. La scorsa settimana abbiamo dato in prestito persino cinquanta paia di ciaspole per aiutare una di loro”, conclude.

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