PAESAGGI SONORI, MILLE PERSONE AL TRAMONTO A PELTUINUM PER NICCOLÒ FABI


PRATA D’ANSIDONIA – Ieri, nella cornice archeologica di Peltuinum (L’Aquila), si è dato inizio con la tappa del tour 2021 di Niccolò Fabi alla serie di concerti che animeranno l’edizione di quest’anno di Paesaggi Sonori.

“Dopo il difficile periodo vissuto, l’arte e la cultura hanno bisogno di un movimento interiore che porti tutti noi a rivivere certi luoghi, e Niccolò Fabi è l’artista ideale che può sigillare questa occasione e valorizzarla”, ha detto la direttrice artistica di Paesaggi Sonori Flavia Massimo.

Il gran caldo di questi giorni non ha minacciato il migliaio di persone sopraggiunte nell’area archeologica con tutto l’occorrente per vivere un’esperienza essenziale, in sicurezza e rispettosa dell’ambiente circostante.

La scelta del repertorio da restituire al pubblico attento, composto e bisognoso di respirare uno spicchio di libertà dopo una stagione complicata, è in sinergia con il suggestivo panorama aperto in un grande abbraccio verso il massiccio del Gran Sasso e la catena del Sirente.

Brani che tracciano la cifra stilistica di Fabi più intima e profonda, senza dimenticare quei passaggi obbligati per l’affezione e l’energia suscitate.

La platea naturale si è via via riempita di teli distesi colorati quando il sole era ancora alto e festoso, all’arrivo dei musicisti si è reso amico, delineando le loro silhouette in controluce, e al suo calare ha lasciato manifeste le espressioni dei volti compiaciuti dei musicisti.

Per troppi mesi relegati a concerti in streaming, dirette via web e proteste pubbliche a favore di tutti i lavoratori del settore, gli artisti; confinato nello spazio domestico nella impaziente attesa di poter rivedere uno spettacolo dal vivo, il pubblico: l’incontro delle due esigenze soddisfatte ricorda quanto l’arte in genere sia nettare prezioso per la sopravvivenza spirituale di tutti noi.

“Ho l’impressione che suonare e cantare mi faccia perdere un altro spettacolo”, sono le prime parole non cantate pronunciate da Fabi – inarrestabili davanti ad un panorama così insolito – “chi mi conosce sa che questa è per me la situazione migliore per suonare, dove mi sento protetto dalla storia e tutto quello che è successo diventa relativo; le montagne rassicurano e collegano all’essenza, grazie a Paesaggi Sonori di aver organizzato questo festival che è nutrimento per tutti noi”.

La scaletta, ricca e puntuale, ricalca un dialogo emotivo aprendosi con Evaporare e di seguito: Una somma di piccole cose, Filosofia agricola, È non è, Elementare, Il primo della lista, La promessa, Amori con le ali, Una buona idea, Diventi inventi, Io sono l’altro, Ecco, Vince chi molla, Una mano sugli occhi, Costruire, Scotta, Il negozio di antiquariato, Lasciarsi un giorno a Roma.

Inoltre la band, composta anche da Daniele mr coffee Rossi e Filippo Cornaglia, si è esibita in brani propri dei musicisti Pier Cortese (Te lo ricordi), Alberto Bianco (Fantastico) e Roberto Angelini (Condor), così come il palco stesso aveva al centro “uno spazio libero per riflettere e riflettersi”.

L’unione equilibrata degli strumenti, dalla chitarra allo hang, e la melodia vocale hanno generato un concerto fondato sull’armonia della musica nella natura, quale prerogativa di Paesaggi Sonori e ricordo indelebile del pubblico presente, che torna a casa con un memorandum firmato Fabi “far assomigliare la mia vita ai desideri e ricordarsi di essere sinceri”.

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