SIMONA CAVALLARI A TEATRO TRA ATESSA E PESCARA: “IN ABRUZZO C’È L’ARIA BUONA E SI MANGIA BENE”


PESCARA – Sarà l’Abruzzo a ospitare il debutto di “Dialogo di una prostituta con il suo cliente”, lo spettacolo di Guglielmo Ferro, direttore del Teatro Quirino di Roma, che vedrà l’attrice Simona Cavallari confrontarsi con l’intenso testo di Dacia Maraini.

Ad Atessa (Chieti) il 21 novembre, con l’anteprima nazionale, poi in giro per l’Italia, e a Pescara, ad aprile nella rassegna “Eros & Emozioni”, ideata e diretta dalla Baltimore Production, Simona Cavallari conosciuta dal grande pubblico per le sue interpretazioni in fiction di successo del calibro di La Piovra e Squadra Antimafia, sarà in scena in una veste completamente nuova, in un dialogo a cui, come racconta in un’intervista a Virtù Quotidiane, si è avvicinata “con molta paura, perché è molto distante da tutto quello che ho fatto fino a ora”.

“Ovviamente Dacia Maraini, come tutti i grandi scrittori, al di là delle parole che utilizza, nel sottotesto racconta tantissime cose. Sembra in realtà un dialogo semplice, tra una prostituta e il suo cliente, crudo con un linguaggio molto forte, ma nel profondo affronta le debolezze umane nelle relazioni. All’inizio dello spettacolo questa prostituta si presenta come una donna forte. Fa addirittura spogliare l’uomo, il suo cliente, contrariamente a quanto capita sempre dove è la donna a denudarsi. Ma con l’evolversi del tempo, è comunque l’uomo che prende il potere. È lì che si capisce che lei è più debole, fragile e che nei sentimenti ha più difficoltà”.

C’è stato qualche elemento nel testo che l’ha emozionata e colpita particolarmente?

Sicuramente si. Lei descrive più volte il fatto che, quando guarda qualcosa, finisce per caderci dentro e diventare quella cosa. Ad esempio c’è la descrizione di un cane che viene portato al guinzaglio e strattonato dal suo padrone che lo tratta malissimo, non gli dà nemmeno il tempo di fare i bisogni. Nel monologo la prostituta diventa quasi questo cane, ma l’uomo continua a strattonarla. Si raggiunge il massimo della sottomissione. Ed è una scena molto forte.

Lo spettacolo affronta un tema di grande attualità. Quello del fenomeno della prostituzione. Cosa vorrebbe che il pubblico traesse da questo testo?

Il problema della prostituzione è lo sfruttamento che c’è dietro. In questo caso, la protagonista è una prostituta laureata in lettere e filosofia. È una donna che, nonostante tutto, ha scelto di fare questa vita. Senza un protettore o qualcuno a costringerla. Sarebbe bello se le donne avessero questa possibilità, se hanno questo bisogno.

Negli ultimi tempi, lei è particolarmente impegnata nel teatro, ma negli anni l’abbiamo vista protagonista sul piccolo schermo di moltissime serie di successo. Sente il teatro un mezzo più espressivo in questa fase della sua carriera?

La Tv è sempre nel mio cuore, ma ultimamente i tempi erano troppo veloci. Ogni volta che andavo a rivedermi, non mi piacevo quasi mai. Il teatro ti dà la possibilità di migliorarti ogni sera. È un qualcosa che ti arricchisce molto, ti permette di raggiungere una grande profondità nel testo. C’è più umanità nel teatro. È più vero, più faticoso, ma dà molte soddisfazioni.

Madre sarda, suo padre abruzzese. Lei che rapporto ha con l’Abruzzo?

Pescara è una città che mi piace moltissimo. Ci vengo volentieri e quello del teatro è un pubblico, molto attento, che risponde sempre bene. Lo scorso anno, ad esempio, sono venuta con Ettore Bassi con lo spettacolo “Mi amavi ancora” e teatralmente è stata una grande soddisfazione. E poi, in Abruzzo ci sono le montagne, l’aria buona. Si mangia bene. E – sorride (ndr) – c’è la genziana.

Simona Cavallari alla cantina Ciavolich di Miglianico