TRAMEZZINI, PARROZZI E SANGUE MORLACCO, COSÌ PESCARA DÀ IL BENTORNATO A D’ANNUNZIO


PESCARA –  Sfiziosi tramezzini. Tradizionali parrozzi. E per finire il Sangue Morlacco degustato liscio o come ingrediente principale di un cocktail.

È con un’offerta gastronomica che deve tanto a Gabriele d’Annunzio che ieri sera, in piazza Muzii nel cuore di Pescara, nell’area antistante il mercato coperto, ha ufficialmente preso il via “La Festa della Rivoluzione – d’Annunzio torna a Pescara”, la rassegna culturale promossa per celebrare i 100 anni dell’impresa del Vate su Fiume dalla Presidenza del Consiglio regionale d’Abruzzo, in collaborazione con il Consiglio e la Giunta regionali e il Comune di Pescara.

È stato proprio il Vate, infatti, a coniare il termine “tramezzino”, diminutivo di tramezzo, inteso come momento a metà strada tra un pasto e l’altro, per sostituire la parola inglese sandwich.

E sempre a lui e al madrigale “La Canzone del Parrozzo”, si deve il successo del dolce abruzzese dall’inconfondibile aroma alle mandorle, ricoperto di cioccolato fondente.

Così come nei giorni dell’impresa di Fiume, non mancava mai il Ratafià di marasca, ovvero “il liquore cupo che alla mensa chiamavo Sangue Morlacco” come diceva lo stesso d’Annunzio, con Pietro Luxardo, della quarta generazione della Luxardo, tra le più antiche distillerie europee, che era con i legionari fiumani.

“Se il buongiorno si vede dal mattino, è evidente che la rassegna è partita bene – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri – . Centinaia di persone hanno partecipato all’anteprima, organizzata in un luogo simbolo, oggi, della vita serale pescarese, piazza Muzii, un luogo che sarebbe piaciuto allo stesso d’Annunzio per la sua vitalità, per la molteplicità attitudinale degli spazi e per la varietà dei gusti. Con l’inconfondibile voce dell’attore e regista Milo Vallone abbiamo raccontato, soprattutto ai giovani, cosa accadrà nei nove giorni della manifestazione, un evento che ha molti momenti dedicati ai millennials proprio per dimostrare loro l’estrema attualità di d’Annunzio e del suo messaggio”.


Dopo la presentazione degli eventi della settimana, il pubblico ha assaggiato parrozzi e tramezzini offerti dalla “Luigi D’Amico” e degustato i vini proposti dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, mentre nei locali aderenti all’iniziativa era possibile assaporare il Sangue Morlacco, il liquore prodotto a Zara.

“Il presidente Sospiri ci ha chiesto di partecipare a questa serie di manifestazioni – ha specificato a Virtù Quotidiane il titolare della D’Amico, Pierluigi Francini – . Invito che abbiamo accolto ben volentieri perché è nel nostro Dna. D’annunzio è stato colui che ha dato il nome al parrozzo ed esiste una bellissima corrispondenza con mio nonno materno Luigi D’Amico. Quindi è stato per noi un grande piacere essere presenti. In questa occasione abbiamo poi voluto offrire una varietà di tramezzini, il vero finger food ante litteram”.

“Con questa serata cominciamo una kermesse che durerà tanti giorni – ha detto nel suo saluto il sindaco Carlo Masci – per ricordare con entusiasmo e passione il nostro più illustre figlio, Gabriele d’Annunzio che ha portato il nome della nostra città nel mondo con le sue esperienze, le sue poesie, i romanzi. Con la sua vita. L’impresa di Fiume, di cui ricorre il centenario, è stata sì un’avventura di d’Annunzio, ma anche italiana e internazionale. Oggi d’Annunzio sarebbe uno dei più grandi influencer della nostra società e vogliamo solleticare nei giovani la voglia di riscoprirlo, di capire chi era veramente, al di là delle pagine di un libro di scuola”.

Nel corso della serata sono stati distribuiti ai presenti oltre mille gadget, tra magliette e borse con le parole coniate dal Vate, come tramezzino e velivolo.

LE FOTO (di Stefano Faieta)