CAMIÒN GUSTAIO, PARTE DA SCURCOLA MARSICANA IL TRUCK FOOD DELLA MEMORIA


SCURCOLA MARSICANA – Un truck food per portare in giro le biodiversità abruzzesi, ribaltando il concetto glocal del “pensare globale e agire locale” e fare l’esatto contrario. Territorialità, i sapori della memoria, le materie prime della tradizione, le tecniche di cucina dei padri, ma anche innovazione. Eccoli gli ingredienti che salgono sul Camiòn Gustaio, un truck food di custodia fermo nel suo punto base a Scurcola Marsicana (L’Aquila) e pronto a portare varietà autoctone e gusti della memoria in giro per l’Abruzzo e non solo, tra piazze e periferie abbandonate.

A condurre su strada questo progetto che vede la cucina intrecciarsi alla filosofia, all’etica, alla storia, alla sostenibilità e all’educazione alimentare, sono Mario Iacomini, chef autodidatta che da 20 anni lavora sulle biodiversità, anche nello sviluppo di progetti ministeriali, Giuseppe Verrecchia, responsabile dei processi di panificazione e Vincenzo Nuccetelli coordinatore dell’area produttiva di Osteria Futuro.

Posto Ristoro – Camiòn gustaio infatti è solo l’ultimo tassello, in ordine di tempo, di una ricerca iniziata già dal 2000, negli anni ampliata e sviluppata dal 2015 con Osteria Futuro, ristorante custode sempre a Scurcola.

“Camiòn Gustaio – racconta Mario Iacomini a Virtù Quotidiane – è parte di un’idea progettuale iniziata nel 2000 che affronta il recupero delle varietà autoctone e offre una prospettiva più complessa di quelle legate alla biodiversità. Stiamo traducendo i risultati di un’analisi condotta negli anni, nel recupero delle tecniche utilizzate dai nostri padri e di un modo di produrre etico. Far viaggiare la biodiversità, gli antichi grani d’Abruzzo (Solina, Ruscia, Saragolla) innanzitutto, e poi tutto il resto, su quattro ruote, sul Camiòn Gustaio, è sempre stato un nostro impegno, quasi un imperativo categorico di ordine morale. Mettere in movimento le nostre migliori qualità, attraversando tutte le strade e le piazze percorribili e non, oggi, come venticinque anni fa, ci sembra la cosa giusta da fare, anche per rendere omaggio a quei territori straordinari e ricchi di tradizioni, culture, possibilità”.

Sul truck food custode salgono i pani della memoria, fatti con grani antichi, omaggi ai territori. E per essere meglio gustati passeggiando, nella piena filosofia del cibo di strada, diventano più piccoli. Come per la Pagnotta di Rodomonte, uno dei classici di Osteria Futuro, variante del pane Abruzzo, fatto con Ruscia, Solina, Saragolla e Senatore Cappelli e che diventa la metà “con un corpo maggiormente strutturato, ma dal sapore inconfondibilmente riconducibile al suo progenitore, e cioè striato, nella dinamica gustativa di apertura, ruvido e rustico, nella esperienza palatale complessiva. Il ‘½ Rodomonte si scioglie in bocca, lasciando echi di sé nei ricordi anche immediatamente lontani”.

Con il Pane della Ricostruzione, Iacomini, Verrecchia e Nuccetelli hanno mescolato quattro grani antichi delle regioni colpite dal sisma (Solina – Abruzzo, San Pastore – Lazio, Gentil Rosso – Umbria, Iervicella – Marche).

Dentro i panini erbe alimentari spontanee, e in genere “cibi sani, ecosostenibili e biodiversi”, come recitava pure il piano sviluppato negli anni passati per il Miur, perché “Camiòn Gustaio – dice ancora Iacomini – diventa uno strumento di comunicazione per le varietà del territorio recuperate e tradotte in nuove pietanze. In questo senso il nostro impegno, ove possibile, è stato innanzitutto quello di costruire, per la realizzazione del menù, una fitta rete di relazioni con quel tessuto produttivo fatto di piccole aziende e imprese attive nel campo della produzione, trasformazione e distribuzione alimentare”.

Mario Iacomini, cuoco custode

Vincenzo Nuccetelli, responsabile Area Poduttiva di Osteria Futuro

Giuseppe Verrecchia, responsabile processi panificazione

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