IL FUTURO DEL BRODETTO È NELLE MANI DI UN AQUILANO, IL GIOVANISSIMO LEONARDO MARCOTULLIO SI FA STRADA IN CUCINA


L’AQUILA – Lo scorso 6 novembre si è svolto a Ortona (Chieti) il concorso degustazione di brodetti dell’Adriatico. Tra i partecipanti, provenienti da diverse regioni italiane, dal Veneto alla Puglia, a mettersi in luce è stata una giovane promessa della cucina abruzzese.

Si chiama Leonardo Marcotullio, ventenne aquilano e cuoco presso l’Osteria Caserma Guelfa di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), che con la sua rivisitazione del brodetto alla sambenedettese ha conquistato i giudici, classificandosi al secondo posto dopo Matteo Crisanti, della rinomata Trattoria Zì Albina di Vasto (Chieti).

Ad accompagnarlo, la cuoca Amelia Scipioni e il patron del ristorante Federico Palestini.

“Il concorso è stato un po’ come una rampa di lancio per me”, racconta Leonardo a Virtù Quotidiane.

“Gli undici giudici dell’Accademia italiana della cucina si sono complimentati per la delicatezza del brodetto che, seppur contenendo una notevole quantità di aceto come da tradizione, non era né troppo forte di aceto né troppo amaro. È stato un onore sentire i complimenti di persone che sono nel campo della cucina da una vita”.

Un gran risultato, che premia gli sforzi e i sacrifici fatti in nome di una passione nata sin da quando era bambino.

“La passione per la cucina è nata quando ero piccolino guardando mia nonna ai fornelli, che mi spingeva ad assaggiare tutto e a dare un giudizio su qualsiasi pietanza preparasse”, ricorda con emozione Leonardo.

“Ho sempre avuto dentro di me la voglia di far felici le persone con la buona cucina e con il buon cibo, e dentro di me sapevo che sarei finito a lavorare in cucina perché la mia vera passione è sempre stata questa”.

Idee chiare e tanta voglia di inseguire il proprio sogno hanno spinto Leonardo ad iscriversi, una volta terminato il liceo, all'”Accademia Chefs” di San Benedetto del Tronto, una scuola di alta cucina professionale che ha portato a termine con il massimo dei voti, mettendo così le basi per la sua prima esperienza di lavoro presso l’Osteria Caserma Guelfa.

“L’esperienza presso il ristorante dove lavoro nasce grazie al corso di aiuto cuoco svolto in accademia il quale comprendeva, prima dell’esame finale, uno stage di 120 ore presso un ristorante della zona. Mi è stato assegnata l’Osteria Caserma Guelfa, dove ho iniziato come apprendista, e pochi giorni dopo mi è stato chiesto di rimanere a lavorare! Sto imparando il mestiere a 360 gradi, e le soddisfazioni arrivano giorno dopo giorno”.

A soli vent’anni, il giovane aquilano ha fatto già tanta strada, e a lavorare in cucina ci è finito per davvero.

L’obiettivo adesso è andare sempre più lontano, con la stessa passione di quando, bambino, guardava ammirato la nonna cucinare.