LE TORRI MEDIEVALI DI BEFFI E DI ROCCAPRETURO SONO PRONTE PER IL GRANDE PUBBLICO


ACCIANO – Ormai ci siamo, anche Beffi e Roccapreturo, frazioni di Acciano (L’Aquila), sono pronte a entrare tra le mete imperdibili d’Abruzzo. Come, vi state chiedendo? Grazie al grande lavoro di restauro messo in campo in questi anni sulle torri medievali e sui resti dei borghi fortificati di cui esse erano custodi.

Lavori che oggi consentono non solo di visitarle in sicurezza ma anche di salire sulla loro cima e di godere a pieno del paesaggio rigoglioso e incontaminato della Valle Subequana, uno dei territori più ricchi, sotto il profilo architettonico militare e religioso, di tutta la nostra regione.

Preparatevi, dunque, c’è da salire molte scale.

Il tour inizia da Beffi e dal suo borgo medievale. La torre, a pianta pentagonale, era il fulcro difensivo dell’insediamento fortificato, di cui si hanno notizie già a partire dal 1185. Per accedervi bisogna salire una piccola scalinata di ferro, poiché un tempo l’accesso era posto al primo dei quattro piani.

All’interno, l’associazione Aternostrum, in collaborazione con il Comune di Acciano, ha allestito un piccolo museo dove è possibile trovare informazioni e anche curiosità sul castello. Ma, fidatevi, è solo un assaggio, il pezzo forte è in cima.

Tra le merlature originarie lo spettacolo che vi si aprirà davanti è impressionante: la torre di Goriano Valli sul versante opposto della valle, una vista che spazia da Acciano a Tione degli Abruzzi, un colpo d’occhio privilegiato sull’altra torre, quella di Roccapreturo e sul Sirente, spettatore silenzioso di epoche ormai perse nel tempo.

Per visitare la torre di Beffi, come per avere informazioni turistiche o anche per personalizzare la vostra esperienza, è possibile contattare Aternostrum ai contatti che troverete sul loro sito.

I ragazzi che la animano saranno felici di accompagnarvi nella visita dei borghi vicini, tra le rovine dei castelli e sulla cima delle torri (altrimenti chiuse al pubblico), o farvi da guida nei suggestivi sentieri che si snodano tra le colline circostanti e nella gola dell’Aterno, come quello che porta al meraviglioso ponte romano, risalente al I secolo d.C., alla chiesa di Santa Maria Silvana, fino a raggiungere, sulla sponda opposta, la torre di Goriano.

A soli due chilometri e mezzo da Beffi – percorribili anche a piedi lungo un tratto del Cammino del Perdono – c’è poi Roccapreturo. Lo spettacolo che offrono la valle calcarea alle sue spalle e la maestosa solitudine della torre, da sole, valgono il viaggio anche soltanto se ammirate dal belvedere nel centro del paese. Oltre a queste è possibile visitare anche i due nuclei del borgo, quello moderno e quello antico ai piedi della torre, nonché la piccola chiesa rurale di Santa Maria della Valle, raggiungibile con un’escursione di quaranta minuti tra panorami a perdita d’occhio e giochi di roccia mozzafiato.

Il fiore all’occhiello di Roccapreturo resta però la torre; apparentemente distante, eppure bastano appena venti minuti di facile camminata per ammirare ciò che le sue pietre ammirano, e proteggono, da quasi mille anni. Il sentiero parte poco fuori il paese, aumenta di quota velocemente e presto già sfiorano i resti del castello recinto.

Dalla torre, e poi salendo sulla cima, il panorama è indescrivibile. Non scherziamo, si impiega qualche minuto a rimettere in fila i pensieri. Il Sirente è lì, a portata di mano. Si ha un senso di predominio e di controllo su ogni singola cosa della valle che riempie, e insieme quasi annichilisce. Una meraviglia paragonabile a quelle più note di Rocca Calascio o di Roccascalegna. Merita davvero ogni singolo passo che si fa per raggiungerla, soprattutto se la visita, come per noi, coincide con il tramonto.

È un angolo d’Abruzzo, quello di Acciano e delle sue frazioni, ancora poco frequentato dal turismo di massa, il che gli dona – permetteteci – un pizzico di magia in più e ne fa, dunque, una meta da non perdere per chi è alla ricerca non solo di bellezza ma anche di autenticità. Al resto poi penserà la passione dei ragazzi e delle ragazze di Aternostrum, una risorsa, per il nostro territorio regionale in pieno rilancio d’immagine, davvero invidiabile.

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