IL KIT DELLE MEDICINE, IL RACCONTO DI TERRITORIO E TRADIZIONI ABRUZZESI DI SCUPPOZ


CAMPLI – Ci sono la montagna, la collina e il mare. E poi ci sono i pilastri: le nonne e i nonni con le loro tradizioni, memoria e saggezza popolare. Tutto l’Abruzzo è concentrato in una bottiglietta. Anzi in cinque e insieme compongono un kit di gusto e racconto del territorio.

Autori di questo piccolo concentrato di storia che fa trasparire l’amore viscerale che nutrono per la regione, e il rispetto per le radici sono Adriano Cicconi e Anna Iannetti, i vulcanici imprenditori di Scuppoz. L’azienda di liquori abruzzesi, con sede nel comparto artigianale di Campovalano di Campli (Teramo) muove i primi passi negli anni ’70 con Benito Cicconi, papà di Adriano, appassionato di erbe e infusi.

Il progetto comincia ufficialmente a Valle Castellana, nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Ben presto ad affiancare Benito è il figlio Adriano che diventa esperto conoscitore di erbe e creatore di miscele e ricette innovative, ma ancorate alla tradizione e da una ventina d’anni è al timone. Insieme alla moglie, Anna danno vita a prodotti sinceri, così come il loro approccio alla vita e all’azienda a cui si dedicano completamente con amore e passione.

“Scuppoz non è il nostro cognome – racconta Anna a Virtù Quotidiane, con la sua parlantina veloce e inarrestabile -. È un suono che rimanda al brindisi. È lo schioppo dei bicchieri che risuonava nelle osterie degli anni ’30, quando ci si rincontrava dopo settimane chiusi in casa per la neve abbondante. Era la festa dello stare insieme”.

Anna quella festa se la porta dentro, con il suo sorriso pieno, stampato sul volto, di una donna forte che sa affrontare anche le difficoltà più pesanti che la vita può presentare. E quell’entusiasmo si riflette nei prodotti Scuppoz, che raccontano una storia di tradizione e innovazione. Come il Kit delle Medicine.

Dallo scorso novembre, l’azienda ha creato una piccola cassetta in legno contenente cinque prodotti, le medicinette. “Inizialmente avevamo pensato a questo progetto per i nostri agenti in giro per l’Italia – rivela l’imprenditrice, mamma di tre figli -. Un modo per raccontare l’azienda”.

Quella storia passa attraverso cinque bottigliette. “Non sono bottiglie né da vino, né da liquori. Sono dei profumambienti prodotti dalla più bella vetreria d’Europa che serve i più grandi brand. Qui sta l’innovazione che si unisce alla tradizione”. Quei profumambienti, Adriano e Anna li hanno utilizzati per tutti i formati, dal più piccolo da 0.2 litri, fino al “bambinello da tre – spiega -. Quello che i nostri nonni regalavano alla nascita di un bambino. Come cresceva il piccolo, maturava anche il vino”.

Il kit delle medicine nasce dal passato. Quando i nonni alla fine di un pasto abbondante chiedevano “’la vuoi la medicina?’ a intendere se si volesse un digestivo, il rimedio alla pesantezza – spiega Iannetti -. Per questo abbiamo deciso di usare per i nostri spirits le bottiglie dei farmaci anni ’30”. Il kit è composto da Ratafià, Liquirizia, Genziana, Anice Stellato e Amaro Scuppoz.

“In Abruzzo la genziana cresce in montagna – continua Anna – le amarene per la ratafià in collina, la liquirizia al mare. Le nostre nonne usavano le spezie, tra cui l’anice perché avevano pochi soldi per comprare lo zucchero. L’amaro sono le misture, le miscele che facevano i nonni per fare i digestivi abruzzesi. Il kit delle medicine, quindi, è montagna, collina, mare, nonna e nonno”.

Ad ogni kit è abbinata una lettera, con la quale Scuppoz racconta il perché. “Ogni prodotto ha specifici sapori ed effetti sul corpo e la mente – si legge nel testo. Cinque assaggi che ti invitiamo a fare con i nostri suggerimenti. Ad ogni cosa c’è un rimedio”.

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