“NIENTE RASSEGNA OVINI? I PALADINI DELLE AREE INTERNE BATTANO UN COLPO!”


L’AQUILA – “Dopo la figuraccia rimediata l’anno passato con l’incendio che ha distrutto buona parte dei boschi sulle falde del monte Tremoggia a Campo Imperatore, con grave danno ambientale in un’area particolarmente delicata, disastro causato da incompetenza nel predisporre misure minime di prevenzione (non era presente nessun mezzo antincendio adeguato), quest’anno si è deciso di passare la mano, di chiudere baracca e burattini”.

Così Giovanni Cialone ed Enrico Perilli, ambientalisti con un passato in politica, sulla cancellazione della storica Rassegna degli ovini.

“Nelle aree interne montane il settore economico legato all’agroambiente, allevatori ed agricoltori, soffre di una crisi strutturale che dura da tempo. Fuori dall’agenda politica nazionale e regionale e con un Piano di Sviluppo Rurale (Psr) che strizza l’occhio ai modelli di agricoltura intensiva, i pochi ‘resistenti’ che si ostinano a produrre cibo buono e pulito in montagna sono bistrattati, in particolare dalle istituzioni””, fanno osservare Cialone e Perilli in una nota.

“L’istituzione che organizza è la Camera di Commercio con Comune di Castel del Monte e Parco ed ancora una volta costoro si dimostrano inadeguati. Insomma si chiama Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura ed è ‘Ente autonomo funzionale di diritto pubblico che, nell’ambito della circoscrizione territoriale provinciale, svolge funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese promuovendo e curandone lo sviluppo nell’ambito delle economie locali’ ed ancora la Camera dovrebbe fornire ‘promozione e supporto alle imprese…. interventi di assistenza, informazione economica, di formazione professionale, di studi e ricerche di mercato’. Ebbene – fanno notare Cialone e Perilli – invece di trasformare la ‘festa delle pecore’ oltre che in un evento ludico anche in un momento di riflessione sullo stato di un comparto antico, tanto importante ma in profonda crisi per la cronica carenza di politiche che aiutano nuove imprenditorialità desiderose di investire in questo settore; invece di chiamare a confronto allevatori, sindaci, parco e regione magari sul Piano di sviluppo rurale che vede la montagna negletta; invece di organizzare momenti di ascolto e promozioni dei tanti prodotti marginali ma di grande qualità, buoni e puliti, che si producono in montagna ed in particolare nella filiera della pecora, si fugge dalle proprie responsabilità, si annulla una manifestazione che, pur con tante pecche, andava avanti da 59 anni (diconsi cinquantanoveanni)”.

“Naturalmente, in questa storia, anche la Regione con quei ‘paladini’ delle aree interne, dovrebbe battere un colpo”, dicono ancora Cialone e Perilli.

“La responsabilità dell’annullamento della manifestazione sarebbe della famigerata circolare Gabrielli sulla sicurezza; ma a ben leggere, l’ultima nota del 18 luglio scorso del Ministero degli Interni, per ambienti aperti e fino a 20.000 persone, non dovrebbe risultare tanto difficile raggiungere livelli minimi di sicurezza e poi, come da sempre auspicato, questo dovrebbe essere il momento di decentrare parte della manifestazione a Castel del Monte (le bancarelle ad esempio) e a piano San Marco dove c’è la struttura ex Forestale e il mai finito museo della transumanza del Parco dove prevedere le occasioni pomeridiani di confronto e riflessione ed i luoghi per le esposizioni”.

“Ci vorrebbe poco! Noi in ogni caso il 5 agosto saremo lì, con i pastori”, promettono Cialone e Perilli.