“ZAFFINERIA”, LO ZAFFERANO CHE NON TI ASPETTI CRESCE NEL CHIETINO AI PIEDI DELLA MAJELLA


FARA FILIORUM PETRI – Il suo racconto è costantemente intervallato da citazioni filosofiche. Concetti e pensieri che tracciano il suo personale percorso di vita.

Lei è Anna Rita Di Barnaba, eclettica quarantenne di Fara Filiorum Petri, titolare di Zaffineria, unica azienda della provincia di Chieti dedita alla coltivazione, alla produzione e alla vendita del pregiato zafferano d’Abruzzo.

“Ci sono storie nella nostra vita – racconta a Virtù Quotidiane Anna Rita, mentre sorseggia un vino, rigorosamente biologico – che ci portano a fare scelte forti, indirizzate con consapevolezza. Fino a sei anni fa stavo vivendo un percorso di vita accademico e professionale nel campo delle scienze umane”.

Tra Italia ed Europa, tra la Svizzera e Parigi, Anna Rita, dopo una specializzazione in linguaggio filosofico contemporaneo, ha lavorato tra gallerie d’arte, scuole e nel conservatorio di arti e mestieri di Francia.

Sei anni fa decide di tornare in Italia.

“La mia vita era divisa tra il percorso professionale e l’aspetto connesso alla natura, all’agricoltura, alla contemplazione e all’attività legata alla terra che caratterizzava il versante privato di vita. Non mi sentivo pienamente realizzata e al tempo stesso cresceva un’esigenza di contatto materico con ciò che facevo. Ho deciso di tornare in Italia, nel mio paese”.

È una vera folgorazione quella che colpisce Anna Rita che, assecondando la sua vocazione, decide di coltivare zafferano. Per oltre un anno ha cercato le terre migliori e la scelta è ricaduta in quello che lei definisce “un territorio magico. Siamo ai piedi della Majella, in una zona di confine tra Rapino e Guardiagrele”.

Contemporaneamente si dedica a studi storici, culturali e antropologici su questa spezia preziosa.

In Zaffineria vengono rispettati tutti i parametri biologici del ciclo produttivo della terra. Le tecniche di produzione dello zafferano eseguite in quest’azienda seguono un ciclo di coltivazione biologica annuale.

Così facendo si dà la possibilità al terreno di rigenerarsi nel suo habitat lasciandolo a riposo per circa 8 anni, prima di reimpiantare un nuovo ciclo di zafferano.

“Quella che seguiamo – dice Anna Rita – è un’agricoltura sinergica in cui la natura ce la fa da sola, altrimenti si impigrisce, esattamente come accade all’uomo. È un’agricoltura senza alcun concime, totalmente manuale. Dove non esistono scorciatoie”.

Seguendo la tradizione aquilana e gli insegnamenti della sua maestra di vita, Gina Sarra, “la signora dello zafferano” scomparsa lo scorso dicembre, Anna Rita, affiancata da una squadra di sei persone, ogni mese di agosto, espianta i crochi dal terreno “il vero tesoro dello zafferano”, li analizza, li pulisce uno per uno per reimpiantarli.

Nel mese di ottobre si comincia la raccolta, quando si raggiungono “i giorni di copertura – specifica – quelli di massima fioritura, giornate magnifiche all’occhio e al cuore, dove la distesa a tinte viola dei fiori di zafferano, all’albeggiare si fonde con il territorio, in un tripudio della natura. Anche in questo caso, manualmente e quando i fiori sono ancora chiusi, ovvero prima del sorgere del sole”.

Anche la fase di essiccazione è legata allo stile di lavorazione dello zafferano d’Abruzzo.

“Facciamo un’essiccazione alla brace, utilizzando esclusivamente legni di mandorlo e ulivi, dolci e aromatici”, gli stessi che circondano, in un confine naturale, i terreni di Zaffineria.

“Utilizzando questo tipo di legna e di essiccazione – sottolinea l’imprenditrice – la spezia si conserva al meglio e sprigiona al massimo le sue proprietà organolettiche e terapeutiche”.

Sono molteplici gli utilizzi di questa pregiatissima spezia, sia a livello alimentare che nel mondo farmaceutico e della cosmesi.

“Vendo la mia spezia in negozi e ristoranti, in Abruzzo e non solo, e attraverso un sito internet e-commerce, e qui arriva la tecnologia e la nostra post modernità – afferma – . Faccio parte di una rete di vignaioli e produttori naturali perché credo sia importantissima la sinergia per promuovere le grandi eccellenze di cui l’Abruzzo è ricca. Sto lavorando a un progetto nell’ambito della cosmesi insieme a una farmacista di Pescara. Cerco sempre di partire dalle mie esigenze personali, per abbinarle a quelle del pubblico e quindi lavorare a idee nuove”.

In Zaffineria c’è anche un’offerta turistica con soggiorni e attività per piccoli gruppi.

“È un modo – racconta – per mostrare la terra e far immergere turisti consapevoli nella mia realtà e far capire loro la preziosità di questa spezia. Un filosofo diceva che dentro ognuno di noi c’è un fiume. Basta individuarlo e seguirlo. Ebbene lo zafferano è il mio fiume, che scorreva da sempre ma nel quale non avevo mai avuto il coraggio di immergermi”.

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