LE BELLEZZE IN MOVIMENTO DEL PARCO D’ABRUZZO ATTRAVERSO LE FOTO DI ANGELINA IANNARELLI


SANT’ELIA FIUMERAPIDO – Il primo incontro con un camoscio è stato letteralmente folgorante. Un impatto emotivo inatteso che ha stravolto tutto il suo modo di fare fotografia. Angelina Iannarelli è una fotografa naturalista. Per hobby, precisa, ma i risultati sono più che da professionista.

Giovanissima nonna di Ariel, 5 anni e Ayse, di 3, Angelina, 57 anni, è originaria di un piccolo comune vicino Frosinone, Sant’Elia Fiumerapido, dove lavora come consulente fiscale e presidente del CdA di una società.

La fotografia, la natura, le escursioni in montagna, ad alta quota, sono da sempre le sue grande passioni.

“Faccio foto da quando ero adolescente – racconta a Virtù Quotidiane -. La prima macchinetta me la regalò il mio fidanzatino di allora, oggi mio marito, Luigi. All’epoca facevamo scatti a noi stessi, oppure ai centri storici. Intorno ai 18-19 anni mi sono dedicata alla fotografia sportiva. Collaboravo con una rivista locale e andavo a bordo campo a scattare”.

Passano gli anni, ma Iannarelli non abbandona mai la sua macchinetta, concentrandosi sulle bellezze dei borghi. Insieme al marito realizzano dvd di tipo turistico e culturale, con tanto di traduzione in più lingue.

“Circa 20 anni fa, ero sul Monte Meta ed era una delle prime volte che facevo un’escursione così lunga. Da lontano ho visto un piccolo arbusto secco, o almeno così sembrava, e in realtà erano le corna del camoscio. Poi ho visto spuntare la testa. Non credevo ai miei occhi – ricorda – ne sono rimasta incantata. Da quel momento ho dedicato tutte le mie conoscenze fotografiche per cercare di far vedere agli altri le emozioni che ho provato e provo tuttora. I camosci non li ho mai più abbandonati e li vado a cercare in tutte le stagioni. Hanno dei comportamenti di una dolcezza e un’accuratezza incredibili”.

Da allora, Angelina non si è mai più fermata. Almeno due volte alla settimana, si sveglia alle 4 e parte alla volta delle sue escursioni sul parco nazionale d’Abruzzo.

“Faccio lunghe camminate, perché mi fermo spessissimo per fotografare. E quando torno a casa mi ritrovo anche con migliaia di scatti”. Ogni uscita è dedicata a un tema. “C’è il periodo dei rospi, delle salamandre, dei camosci, della nascita dei cuccioli, del fogliame, degli insetti, della neve. Ad esempio qualche giorno fa sono stata a Villalago, ore e ore, per cercare di vedere l’orsa con i suoi 4 cuccioli. Erano centinaia di anni che non capitava una cucciolata da quattro. Non l’ho vista, ma per me è stato sufficiente sapere che era lì”.

Quella della fotografa naturalistica è una vera missione, per Angelina, fatta di pazienza e attese. “Amo fotografare cose molto piccole e quando si fa macro, bisogna essere leggerissimi. Non fare rumore, cercare di non fare fruscio, non creare spostamenti d’aria. Nel caso dei grandi mammiferi, occorre invece aspettare nei posti giusti, con pazienza. Ciò che è davvero importante è il soggetto. La fotografia è solo uno strumento per documentare le bellezze della natura, per imprimere un’emozione. Vorrei che le persone si innamorassero della natura, capissero l’importanza di non distruggerla, guardando le mie foto”.

L’amore incondizionato per la natura traspare in ogni scatto di questa allenatissima fotografa che ha esposto più volte in mostra le sue foto. “La foto la devo guardare, la devo toccare, per questo ne stampo sempre tantissime. Ora mi piacerebbe fare una mostra su tela e una tematica sulle rappresentazioni del ghiaccio in tutte le sue forme”.

Ma i veri desideri di Angelina sono racchiusi tutti in un minuscolo taccuino di fattura pregiatissima che la fotografa porta sempre con sé.

“Ho scritto in ogni pagina un desiderio fotografico, da realizzare in questa vita. In tutto ne sono 22. Sono cose difficilissime. Quando ci vado vicina ne annoto la data. Ad esempio, mi  è capitato di avvistare una specie di insetti che non era censita nel Parco, ma si tratta di una parte di un obiettivo più articolato. Probabilmente non riuscirò mai a realizzarli tutti, ma rappresentano la motivazione e uno scopo in più”.

LE FOTO

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